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... doniamo la speranza di ricominciare ...

Febbraio 2021

Lo scorso anno vi abbiamo informati del progetto del nuovo dormitorio, pensato per accogliere ragazze che vivono situazioni di estrema povertà, precarietà, sfruttamento e spesso anche di abbandono. Siamo lieti di informarvi che l’opera è stata completata nei tempi previsti.

Nella foto grande, la posa della prima pietra, nel luglio 2019, alla presenza del Vescovo S.E. Mons. Smaragde Mbonyintege e della Direttrice Suor Drocella.

Gennaio 2021

Nei Vangeli leggiamo che Gesù istruisce i suoi apostoli per inviarli in missione. Essi devono essere pronti a donare quanto hanno ricevuto.

La generosità missionaria, il dono di se stessi, del proprio tempo, dei propri servizi, diviene possibile solamente quando ci accorgiamo che tutto quello che siamo e abbiamo, compresa la nostra vita, è un dono.

Novembre 2020

Nella foto 3 i volontari della VIS Foundation con il nostro don Peppino Cartesio davanti al cancello d’ingresso della Cité con il nostro logo.

Nelle foto 1 e 4 alcuni momenti del lavoro che i volontari svolgono quando sono in missione. Si parla con i bambini, si raccolgono informazioni sul rendimento scolastico e sui loro eventuali bisogni.

Spesso, i nostri piccoli ospiti ci chiedono notizie dei loro rispettivi sostenitori e di poter inviare loro lettere o disegni.

Un rapporto che suggeriamo sempre di coltivare sia in un senso sia in un altro. Infatti, anche i nostri benefattori possono, per il nostro tramite, fare arrivare ai loro bimbi lettere, foto o disegni.

Calendario 2021

Cari Amici e Benefattori, sfogliando il Calendario 2021, si nota che abbiamo utilizzato in buona parte foto d’archivio, in quanto tutte le iniziative in programma per il 2020 sono state – purtroppo! – annullate a causa della pandemia: la venuta dei bambini dal Ruanda per le celebrazioni in Italia e in Polonia per il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, come pure la missione annuale per inaugurare il nuovo dormitorio per le ragazze, la consueta cena di beneficenza e tante altre attività.

Ottobre 2020

Le foto 2 e 3, scattate davanti alla splendida Chiesa che abbiamo nella Cité, racchiudono pienamente in sé il significato di comunità, dello stare insieme e condividere tutto.

Chi è stato almeno una volta in Ruanda, non riesce a spiegare esattamente il motivo per il quale si ama il Paese delle Mille Colline. Ci sono ancora importanti sacche di povertà, nonostante l’alto tasso di sviluppo degli ultimi anni.

Ci si imbatte sempre in scene che fanno male al cuore. Eppure una volta che lo si è incontrato, il Ruanda, non ci si stacca più. Lì non c’è fretta, c’è tempo per tutto, ma soprattutto ogni giorno è ricco di emozioni. Le persone guardano oltre le apparenze, gli averi, i beni materiali, conta solo ciò che sei.

Questo forse è stato il primo insegnamento e il più importante che ci porteremo dietro: essere invece di avere. Si parte pensando di aiutare o cambiare le cose, ma in realtà si salva se stessi.

Questo è il primo passo per poter fare qualcosa e dare aiuti concreti, così come fa ogni giorno l’Associazione Nolite Timere onlus, dando un'istruzione, un’educazione e assicurando cure primarie.

Dicembre 2020

La Cité des Jeunes Nazareth è anche energia vitale e sorrisi! Li vediamo sui volti dei nostri bambini che, nonostante le tante difficoltà, perdono raramente la voglia di ridere e di giocare.

Giocano con quello che trovano in natura o per strada: conchiglie, sassi, rami, foglie, qualsiasi cosa possa essere utilizzata, con un po’ di ingegno e fantasia per condividere un momento di svago e gioia.

Riescono a stupirsi anche di semplici cappellini colorati, come quelli che alcuni di loro indossano nelle foto. Sono bambini che sanno amare.

Non ti chiedono mai quale sia la tua meta, ma ti prendono per mano e ti seguono sorridendo. “Se vuoi andare veloce, corri da solo; se vuoi andare lontano, corri insieme” (Proverbio africano)

Settembre 2020

Quando torniamo dalle nostre missioni, la prima cosa che ci viene da fare è parlare e raccontare tutto quello che abbiamo vissuto, le cose che abbiamo visto, le emozioni che abbiamo provato, e spesso lo si fa senza neppure pensare troppo a cosa si stia dicendo. E questo accade anche per quei volontari tra noi che ci sono stati già più di una volta. È solo dopo qualche giorno dal rientro che cominciamo a rimettere in ordine le idee e i pensieri e a rifl ettere.

Il Ruanda è cultura, è un mondo che si nasconde dietro l’evidenza. Sembra scontato dirlo, ma laggiù nulla è mai come appare ai nostri occhi. C’è sempre una spiegazione dietro ogni cosa, per quanto assurda e incomprensibile ci possa sembrare, tipo asciugare il bucato sul prato (foto 3).

Volgere lo sguardo verso la Cité des Jeunes Nazareth sarà sempre per noi come alzare gli occhi verso il sole: lo guarderemo senza mai riuscire a vederlo davvero, e ogni volta sarà sempre diverso.

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